Rifiutate lo stigma della vecchiaia e mantenete viva la passione

Lynne_Segal.jpeg

Riflettere sull'invecchiamento può aiutare a costruire ponti tra generazioni di donne, se vediamo la discriminazione anagrafica come un nemico comune

Lynne Segal, autrice e professoressa di Psicologia e Studi di Genere presso la Birkbeck University di Londra

Emigrata da Sydney come mamma single con in tasca un dottorato in psicologia, Lynne Segal si è stabilita a Islington, nel nord di Londra negli anni Settanta. Lì, ha contribuito alla creazione e alla gestione di un centro femminile, di una tipografia comunitaria e un giornale alternativo - The Islington Gutter Press, che aveva l'obiettivo di coprire le notizie sul quartiere ignorate o distorte dalla stampa commerciale -. Inoltre, ha dato il suo sostegno a politiche antirazziste.

Una delle cose che apprezzo in particolare di Lynne è che, sebbene fosse immersa nel dibattito polarizzante e femminista degli attivisti del dopoguerra, non guarda alla politica in termini di noi-contro-loro, ma dimostra una straordinaria capacità di cogliere le sfumature. E’ proprio partendo da questa visione che Lynne ha scritto “Out of Time - The Pleasures and Perils of Aging” (Fuori dal tempo - i piaceri e i pericoli dell’invecchiamento, ndr) in cui, mentre cerca modi per affermare la vita, analizza "i paradossi dell'invecchiamento, la crescente stigmatizzazione della vecchiaia e la nozione di dipendenza".

Oggi Lynne lavora come professoressa di Psicologia e Studi di Genere presso il Dipartimento di Studi Psicosociali della Birkbeck University di Londra. Tra poche settimane, il 12 settembre, sarà tra i relatori della conferenza di due giorni "Narrative of Old Age and Gender” (Prospettive sulla vecchiaia e di genere, ndr), organizzato dalla British Academy di Londra, l'accademia nazionale per le scienze umane e sociali che conta oltre mille studiosi di spicco fra i suoi membri.

Lynne è stata così gentile da rispondere a qualche domanda e, dopo l’evento, ha promesso di inviare un estratto del suo discorso da condividere in questo spazio.

Da dove viene il tuo interesse per l'invecchiamento?

Molte persone pensano di non voler mai sentire parlare dell'invecchiamento e forse una volta ero uno di loro. Ma in realtà l'argomento è inevitabile. Oltre un decennio fa, ho pubblicato un libro di memorie politiche "Making Trouble: Life and Politics” (Provocazioni: vita e campagne, ndr), sulla mia generazione di femministe di sinistra. Tutte le mie amiche dicevano che c'era un capitolo che le aveva colpite particolarmente. Era quello sull'invecchiamento, intitolato "Quando le guerriere sessuali invecchiano". "Scrivi di più", hanno detto in molte. Scrivi di più su questo?!? Mi è sempre piaciuto rispondere a quello che le persone intorno a me vorrebbero discutere, ma scrivere dell'invecchiamento!

Come tanti, per la maggior parte del tempo anche io non voglio nemmeno pensare all'invecchiamento, o comunque, avevo un atteggiamento ambivalente e apprensivo. Ma una volta che inizi ad affrontare l’argomento, ti rendi conto che di fronte alla gerontofobia del nostro tempo c'è così tanto da dire, così tanto da fare, per non parlare degli scandali della solitudine e della negligenza verso le persone anziane.

Il titolo del tuo prossimo discorso alla British Academy è: "Chi sarà il mio specchio? Spettri dell'invecchiamento". Puoi dirci quali temi intendi toccare?

Oggi, in media, viviamo tutti più a lungo e la nostra longevità continua ad aumentare. Tuttavia, invece di celebrare questo fatto, la ricerca indica che la maggior parte di noi teme il processo di invecchiamento fin dall'inizio. Continuano a persistere immagini dell'invecchiamento come declino inarrestabile, nonostante gli incoraggiamenti ufficiali a "invecchiare bene” e le promesse commerciali di mantenerci “giovani per sempre".

In nessun luogo la nostra ansia è più forte di quanto riguarda il desiderio, la sessualità e il cambiamento corporeo, basti pensare alle streghe sfiorite di Goya, che volano sui loro manici di scopa. Nel mio intervento esaminerò alcune delle dinamiche di genere contrastanti dell'invecchiamento, che rimangono più forti che mai, qualunque sia la nostra consapevolezza contemporanea di maggiore fluidità sessuale e di genere.

Quali suggerimenti daresti alle donne anziane per scegliere il loro specchio e affermarsi in una società ossessionata dalla giovinezza?

A differenza di quello che pensano alcuni, come Germaine Greer, che ha suggerito alle donne anziane di rallegrarsi di non essere più oggetti di desiderio per gli uomini, non credo sia facile. Penso che come donne dobbiamo innanzitutto affrontare i modi negativi in cui - molto prima degli uomini - la cultura influenza il nostro invecchiamento. Solo a questo punto possiamo trovare il modo di resistere a queste pressioni culturali.

Tuttavia, è vero che combattere lo stigma della vecchiaia è allo stesso tempo un modo per mantenere viva la passione mentre invecchiamo. L'impegno sociale e politico sono generalmente la chiave per alimentare l’interesse per la vita, qualunque sia la nostra età, salute o fragilità. Lo vediamo, per esempio, nelle deliberate provocazioni di Maggie Kuhn, la fondatrice del movimento delle Pantere Grigie degli anni Settanta negli Stati Uniti, impegnata ad arrestare il licenziamento delle donne post-menopausa. Come ha confessato verso la fine della sua lunga vita, Maggie, attivista per la pace e difensore dei diritti civili, si è impegnata a fare qualcosa di scandaloso ogni giorno. Le sue provocazioni non includevano soltanto insistere sulla realtà spesso sottaciuta della sessualità delle donne anziane, ma portare avanti tutte le vecchie battaglie che aveva combattuto nel corso della sua esistenza.

Inoltre, dobbiamo tenere presente che possiamo continuare a godere dei piaceri che amavamo e che raramente scompaiono completamente con l'età, sia che si tratti del piacere della musica, della pittura, della lettura o di qualsiasi altra ricerca creativa. Probabilmente rimarranno ancora più piacevoli se possiamo condividerli con familiari o amici, vecchi e nuovi.

L'invecchiamento è un "territorio non presidiato”. Questo significa che può diventare un'area in cui siamo libere di creare una nuova coscienza sociale? Pensi che stiamo iniziando a muovere i primi passi in questa direzione?

Penso che le prospettive siano contrastanti. In una certa misura, il pregiudizio sull'età negli ultimi anni è effettivamente aumentato piuttosto che diminuire, nonostante e a causa del numero crescente di anziani. A volte, è persino orchestrato socialmente e politicamente. La mia generazione di "baby boomer" è presa di mira, accusata di essere egoista e avida, addirittura con delle responsabilità nella recessione economica.

Ad esempio, il parlamentare conservatore David Willetts ha pubblicato un libro tendenzioso “The Pinch: How the Baby Boomers Took Their Children’s Future – And Why They Should Give It Back” (Il furto: come i baby boomer hanno rubato il futuro ai loro figli - e perché dovrebbero restituirlo, ndr). Gli anziani, talvolta, sono stati utilizzati come capro espiatorio per giustificare misure di austerità e ridurre ulteriormente la spesa sociale. Tuttavia, è vero che tali pratiche hanno incontrato resistenza e l'invecchiamento è celebrato da molte più persone oggi, almeno quelle che non vivono in isolamento e povertà.

Per alcuni, la vecchiaia non è solo un momento per consolidare legami familiari e amicizie che durano da tempo, ma anche per trovare nuovi piaceri creativi che l'occupazione retribuita e altri impegni avevano finora limitato. E’ sorprendente il talento che molti anziani sembrano improvvisamente acquisire.

Considerando la crescente consapevolezza dell'età e dell'invecchiamento come una costruzione sociale, una comprensione più profonda di queste dinamiche potrebbe essere un catalizzatore per il femminismo, i diritti delle donne e un nuovo patto tra le generazioni femminili? Dopo tutto, le donne più giovani non possono ignorare che, se accettano lo status quo, saranno soggette alle stesse "regole" di esclusione sociale quando invecchiano.

Penso che riflettere sull'invecchiamento possa aiutare a costruire ponti tra generazioni di donne, nel momento in cui identifichiamo la discriminazione anagrafica come un nemico comune. L'essenza dell’ageism è il rifiuto della fragilità e della dipendenza umana. Eppure, tutti dipendiamo da forme ordinarie di cura, riconoscimento e sostegno da parte degli altri durante la nostra vita. Ci alimentiamo delle relazioni con gli altri e questo ci impone la responsabilità di prenderci cura gli uni degli altri.

A sua volta, come hanno sempre saputo le femministe, questo significa che dobbiamo prendere in considerazione tutti i modi in cui il lavoro di cura è stato e rimane sottovalutato. Soprattutto in questi tempi di crescente pericolo ambientale, ammettere le nostre vulnerabilità umane comuni può aiutare a unirci nel rivalutare tutte le pratiche che promuovono forme di prosperità - umane, non umane e planetarie.

Nel tuo libro Out of Time: the Pleasures and Perils of Aging, hai scritto che l'età è "uno stato in cui abbiamo accesso a tutti i noi stessi che siamo stati". In che modo questa consapevolezza ha influito sulla tua vita di donna e di professionista?

Nel mio libro, ho chiamato questa condizione "vertigine temporale". Sì, invecchiamo, fisicamente e certamente per cultura. Tuttavia, in un altro senso, sentiamo anche di rimanere gli stessi. Certi fili nel tempo, le identità che abbiamo costruito per noi stessi e a cui proviamo ad aggrapparci a tutti i costi, di solito rimangono, a meno che, tragicamente, il nostro senso di sé non venga distrutto da negligenza generale e isolamento.

Come scrisse Virginia Woolf nel suo diario, a 49 anni: “A volte, sento di aver vissuto già 250 anni e talvolta di essere ancora la persona più giovane sull'omnibus". A 73 anni, Doris Lessing ha sintetizzato questa sensazione: "Il grande segreto che condividono tutti gli anziani è che in 70 o 80 anni non sei davvero cambiato. Il tuo corpo cambia, ma non cambi affatto. E questo, ovviamente, crea molta confusione". E’ chiaro, sono semplificazioni, ma ci dicono molto sui paradossi dell'invecchiamento che esploro in Out of Time.