La fine della fertilità è un tempo incredibilmente fertile

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Non avrei mai immaginato che questo sarebbe stato il periodo più positivo e potente della mia vita

Rachel Lankester, fondatrice di Magnificent Midlife e dell'e-mag The Mutton Club

Sono profondamente affezionata a tutte le conversazioni che sto avendo qui. Ogni persona con cui parlo mi lascia una “perla”. A volte capita che una di queste idee non si stacchi dalla mente, ed è esattamente quello che è successo con una frase di Jane Evans, fondatrice di Uninvisibility Project: "C'è ancora una massiccia discriminazione contro le donne non fertili". Così, ho seguito il filo della mia curiosità sul tema della menopausa. Da dove viene il nome? E il suo significato?

A quanto pare, è stato un medico francese,  Charles Pierre Louis de Gardanne, a coniare la definizione di "ménespausie" nei primi anni dell’Ottocento, salvo poi cambiare il termine in “menopausa”, perché suonava meglio. In termini di branding, in realtà, il dottor Gardanne ha fatto di più, popolarizzando la tag-line "Âge critique des femmes". L'età critica delle donne.

Qualche anno più tardi, a Londra, il medico di Re Giorgio III, è uscito con un saggio intitolato: "Sulla malattia climaterica". Una doppia infusione di negatività. “Climaterico”, infatti, è un termine greco che si riferisce al gradino di una scala a pioli usata per riparare le dislocazioni articolari. In senso lato, è stato usato per definire i punti critici nella scala della vita.

Il concetto di "malattia climaterica" entra a far parte del dizionario medico nel 1833. In quell’anno, la donna che sarebbe diventata la prima dottoressa in Occidente aveva solo dodici anni. Per quanto paradossale, è evidente che la "storia" della menopausa è stata scritta da uomini. Nel XX secolo, la visione clinica della menopausa è quella di una condizione caratterizzata da una carenza di estrogeni e quindi "trattata" con terapia ormonale sostitutiva. I dubbi hanno cominciato a emergere con l’analisi pubblicata da The Lancet nel 1997 che correlava terapia ormonale e tumori.

Solo di recente la menopausa è uscita dall’angolo, grazie - almeno in parte - al crescente desiderio di essere chi siamo, come siamo, ma anche a voci innovative come quella di Rachel Lankester, fondatrice di Magnificent Midlife (magnifica mezza età, ndr) e dell'e-mag The Mutton Club. Il titolo del magazine “Il Club del Montone” è ironico e richiama l’espressione “un montone travestito da agnello “ con cui nel mondo anglosassone si indicano le donne scelgono abbigliamento e comportamenti per apparire più giovani.

Puoi dirci qualcosa di te e perché hai deciso di creare Magnificent Midlife?

Ho avuto diverse carriere, ho lavorato in banche e pubbliche relazioni. All’età di 41 anni, mi è stata diagnosticata una menopausa precoce e questo è stato il mio biglietto per un viaggio alla scoperta di me stessa.

La prima parte del percorso mi ha fatto capire quanto avevo introiettato della narrativa negativa relativa alla menopausa. È stato un periodo di ricerca, ho cercato una soluzione al mio stato d’animo ed è così che sono nati un hub e una community online per le donne over 40: volevo dare loro ciò che mi avrebbe aiutata durante gli anni di transizione della mezza età.

La menopausa non è un tabù, ma è certamente un argomento silenziato. Come lo spieghi?

Penso che le donne non abbiano voluto parlarne, perché c'è un senso di vergogna per l'invecchiamento. Mi sono resa conto che ci viene insegnato a temere di perdere la nostra fertilità, a temere l'invecchiamento. Ci viene insegnato a temere la menopausa, perché la società suggerisce che il nostro valore dura solo quando siamo giovani e fertili.

Sei d'accordo sul fatto che la nostra società discrimina le donne non fertili?

Sì, ma va detto che anche le donne spesso discriminano se stesse. L'ageism è un pregiudizio contro il nostro sé futuro. Abbiamo pensieri negativi sull'invecchiamento e le generazioni sono separate. I media sfruttano questa situazione e il risultato è che non c'è abbastanza rispetto per l'invecchiamento e le persone anziane. È assurdo che le persone abbiano idee sbagliate sull'invecchiamento - ad esempio, la nostra società raramente riconosce la bellezza delle donne anziane - preferendo adorare i giovani.

Le stesse regole non si applicano agli uomini...

La fertilità degli uomini è indipendente dalla loro età e, infatti, non crediamo che perdano la loro bellezza quando invecchiano. Ci riferiamo a loro con espressioni come “volpi argentate", ma non usiamo lo stesso termine per le donne.

Sembra che la storia della menopausa sia stata scritta da uomini. Qual è la tua posizione su questa fase?

Sono contraria alla sovra-medicalizzazione della menopausa che vedo come una transizione naturale nella vita di una donna. La menopausa sembra essere un problema più grande in Occidente che in altre parti del mondo. Alcune donne hanno sintomi e altre no. Perché ci sono così tante differenze? Mi piacerebbe vedere più ricerche su questo argomento. So che ci sono numerose variabili in gioco, come la dieta, lo stile di vita, la mentalità e l'ambiente, ma da quando ho iniziato il mio viaggio nel regno della menopausa, mi sono resa conto che siamo culturalmente condizionati a pensarci in un certo modo e questo modo può influenzare la nostra esperienza.

Ad esempio, un documentario della BBC ha spiegato che le vampate di calore possono essere aiutate in modo radicale dalla terapia comportamentale cognitiva, che si concentra sulla rimozione del senso di vergogna associato a questo fenomeno.

Siamo abituati a pensare alla menopausa come a un evento fisico e, in qualche modo, i cambiamenti psicologici rimangono sullo sfondo. Quali sono i cambiamenti più affascinanti che hai vissuto o appreso attraverso la tua comunità online?

La fine della fertilità può essere un tempo incredibilmente fertile. Abbiamo un diverso profilo ormonale, non siamo più soggette agli effetti a yo-yo degli estrogeni. Ci sentiamo più responsabili, più calme, vediamo le cose più chiaramente. È stato riportato che abbiamo un secondo scatto creativo attorno ai cinquant’anni.

Cosa suggerisci per trarre beneficio da questa transizione psicologica?

Per le donne è un’occasione per rivalutare ciò che vogliono dalla vita e approfittare delle nuove passioni e della fiducia in se stesse. È facile avere pensieri negativi o sentirsi bloccate, ma stringere relazioni con donne sulle stessa lunghezza d’onda (come nel caso del mio club) può aiutare a comprendere il proprio scopo, apportare cambiamenti positivi e vivere questo tempo con soddisfazione. Il club, infatti, è un modo per scambiare idee, immaginare un futuro diverso e farlo accadere davvero.

Quali sono le cose più inaspettate e sorprendenti che hai imparato sulla menopausa finora?

Non avrei mai immaginato che questo sarebbe stato il periodo più positivo e potente della mia vita.

Possiamo immaginare un modo migliore per inquadrare la menopausa?

Non voglio che le donne temano la menopausa o l’invecchiamento. La menopausa è una transizione molto potente. Dobbiamo accoglierla. Abbiamo avuto a che fare con il nostro utero per tutta la vita, non è il momento di iniziare a combatterlo. Dobbiamo rimanere aperte a nuove possibilità e fare attenzione a non assorbire narrazioni negative. L’età non fa altro che migliorarci.