Riconosci il pregiudizio interiorizzato

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Le donne che smascherano l’ageism sono il nuovo movimento #MeToo

Bonnie Marcus, executive coach e autrice (foto: John Abbott)

Ho letto il commento di Bonnie Marcus nella Chicago Tribune alcuni giorni prima di conoscerla. E’ stato uno di quei momenti di inspiegabile serendipità in cui due "lembi" della realtà si sovrappongono. Bonnie è un’executive coach, una collaboratrice di Forbes e l'autrice di “The Politics of Promotion: How High Achieving Women Get Ahead and Stay Ahead” (La politica della promozione: come le donne vanno avanti e restano in vantaggio, ndr).

Nel suo commento sulla discriminazione legata all’età pubblicato dal quotidiano, ci sono volute tre parole e un hashtag per attirare l'attenzione. La definizione di "The Next #MeToo”, infatti, riassume perfettamente il concetto di molestie - basate sull’età e sul sesso del destinatario - la cui consapevolezza non si è ancora pienamente manifestata. Come ha sottolineato Bonnie, mentre il 64% delle donne intervistate nell’ambito di una ricerca condotta lo scorso anno dall'AARP (l’associazione dei pensionati negli Stati Uniti, ndr) ha dichiarato di aver subito o assistito a discriminazione sulla base dell’età, si stima che solo il 3% dei lavoratori più anziani abbia presentato una denuncia ufficiale.

La verità è che il più delle volte coltiviamo dentro di noi comportamenti e pensieri discriminatori legati all’età. Ecco perché tendiamo a darli per scontati. Ma è un modo di guardare alle cose che ci limita. È la linea che tiriamo tra le cose che pensiamo di poter e non poter fare, i commenti che accettiamo o rifiutiamo. Grazie alla sua esperienza aziendale e di coaching, Bonnie ha vissuto e assistito in prima persona a queste situazioni e ne sta scrivendo in un nuovo libro. In “Be a Badass at any age” (Tosta a qualsiasi età, ndr), offre alle over 50 suggerimenti su come mantenere il proprio posto di lavoro e continuare ad avere successo professionalmente.

I libri sono anche l'occasione per chiamare in causa il nostro pregiudizio inconscio. Ecco perché trovo che l’aggettivo "next" nell’hashtag pubblicato nella Chicago Tribune sia così potente, pensa cosa potremmo fare con un'iniezione di consapevolezza.

Parlando di invecchiamento, lavoro e donne, che cosa hai imparato finora?

Ho imparato che non solo le donne affrontano un doppio ostacolo per genere ed età, ma affrontano la discriminazione basata sull'età prima degli uomini. Sappiamo che la nostra società apprezza i giovani, ma non siamo mai preparate all'avvento di commenti umilianti a partire dai 40 o 50 anni.

Quando ho iniziato la mia carriera in azienda, non ero nemmeno consapevole del pregiudizio legato all’età che si manifestava con commenti del tipo: "Sembri così giovane per la tua età”. Inoltre, pensa a tutti i biglietti d'auguri che prendono in giro le persone per la loro età, accettiamo passivamente il fatto che paragonino il passare del tempo alla stupidità. La consapevolezza per il sessismo è in aumento, ma quella legata all’età è raramente inclusa nel training sui pregiudizi inconsci.

Non sono solo le parole: il posto di lavoro può essere discriminatorio anche nella pratica, corretto?

Sì, molte donne quando invecchiano sono sottoposte a una ridistribuzione del carico di lavoro; sono emarginate e spinte fuori. Se vengono licenziate, è molto difficile che vengano assunte di nuovo e ciò influisce sulla loro situazione finanziaria.

Sembra che una reazione naturale all’ageism di genere sul posto di lavoro sia la vergogna e dunque il silenzio. Quali suggerimenti daresti per affrontare questo tipo di situazioni?

La discriminazione anagrafica è un grosso problema e il silenzio non aiuta. Dobbiamo iniziare a portare consapevolezza e comunicare diplomaticamente le persone. Commenti come: "Sei un dinosauro" non possono essere accettati passivamente. 

Suggerisco di parlare in privato con chi fa questi commenti, per sottolineare che siamo orgogliose della nostra storia ed età. Molte persone non sono consapevoli del fatto che con i loro commenti o battute fanno sentire a disagio i destinatari e le donne in particolare. Ci vorrà del tempo per eradicare la convinzione che le donne sopra i 50 anni non valgano, ma è importante che le persone capiscano cosa succeda alle donne di talento sul posto di lavoro

Quali sono gli effetti collaterali negativi del silenzio?

Quando interiorizziamo l'ageism, perdiamo la fiducia in noi stesse, ci svalutiamo, crediamo che non siamo in grado di imparare. Ci rendiamo meno visibili, meno “commerciabili”. Dobbiamo capire cosa stiamo facendo a noi stesse. Dobbiamo capire quale storia raccontiamo di noi

Le donne hanno paura di perdere il lavoro. Non rispondono per non attirare l'attenzione sulla loro età. Nella Silicon Valley, se hai 35 anni sei considerato vecchio. Se hai figli, anche in questo caso sei in una categoria diversa. Molte donne sentono la pressione per sembrare più giovani, cercano di prolungare il loro aspetto giovanile. Perché non possiamo semplicemente invecchiare in pace?

Pensi che l'ageism sul posto di lavoro sia una specie di bullismo?

È una forma di bullismo, ma il bullismo non è illegale. Devi dimostrare che questo comportamento sia il risultato della tua età e tocca alla vittima provare la discriminazione.

Se equipariamo la discriminazione anagrafica al bullismo, come rispondiamo per fermare la spirale di questa dinamica?

Dipende dalla situazione. Se è vis-à-vis e non è malizioso, spiega perché le parole dell'altra persona ti hanno fatto sentire a disagio. Prendi la persona da parte, sii politicamente saggia. Se si tratta di un commento o di un comportamento sprezzante ripetitivo (ad esempio, i giovani vengono periodicamente promossi o ottengono uffici più grandi), documenta la situazione, parlane con le risorse umane. Se stai soffrendo, consulta un avvocato. Molto dipende dal rapporto con la persona e la situazione, se richiede un'azione più forte o meno.

Come coach, quali suggerimenti dai alle donne per inquadrare la discriminazione di genere legata all’età sul posto di lavoro?

Invito le donne a dichiarare la loro ambizione e a condividerla con i loro manager che, il più delle volte, danno per scontato che le persone non abbiano obiettivi dopo una certa età. Le donne devono comprendere e comunicare il loro valore. Non tutte hanno una crisi di mezza età. Ciò che rende le cose difficili per le donne è che professionalmente si prendono una pausa per occuparsi della della famiglia. Per  navigare questi momenti di stop & go è necessario chiarire il proprio scopo e i propri obiettivi.

Se, invece, non siamo il destinatario di commenti malevoli, cosa possiamo fare per proteggere i nostri colleghi, farli sentire accettati e fermare comportamenti denigratori?

È importante aumentare la consapevolezza, specialmente con le persone che sembrano non avere idea del peso dei propri commenti e creare un ambiente sicuro. Le aziende che hanno gruppi inter-generazionali possono facilitare le discussioni sull'età. Il training alla diversity generalmente non include l'età, ma le statistiche possono dimostrare che è reale. Per esempio, il divario retributivo di genere aumenta con l’età delle donne.

Hai tracciato un parallelo tra età e potere. Come possiamo usarlo per la nostra carriera e le nostre vite?

Dobbiamo smettere di scusarci per la nostra età. Dobbiamo essere orgogliose della nostra storia ed esperienza. Suggerisco alle mie clienti di scrivere le loro storie. Mettere nero su bianco il modo in cui ci si vede dà la possibilità di valutare se si tratta di una narrazione utile per il proprio percorso professionale oppure no. In questo caso, bisognerebbe sostituirla con una storia che valorizzi le proprie qualità, esperienze, competenze e obiettivi. Quello che pensiamo di noi stesse funziona da freno o da acceleratore. Dobbiamo riconoscere chi siamo.

In che modo il lavoro sul tuo libro ha influito sul tuo rapporto con l'invecchiamento?

Mi ha aiutata ad aprire gli occhi. Mi rendo conto di quanti pregiudizi avessi. Mi scusavo per essere vecchia e questo mi limitava. Ho preso in mano la mia storia e mi è stato utile. Sono orgogliosa di essere chi sono.