Non rinunciare mai a essere chi sei

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Penso che la fiducia in se stesse di queste donne abbia molto a che fare con il successo delle fotografie. Più si lasciano andare, più forti sono le immagini

Vicki Topaz, fotografa e autrice di SILVER: A State of Mind, una raccolta di ritratti di donne con i capelli bianchi

Fatevi un regalo: fermatevi un attimo e date un'occhiata ai ritratti realizzati da Vicki Topaz per SILVER: A State of Mind  (Argento: uno Stato Mentale). Vedrete molto di più di una collezione di belle donne con i capelli bianchi: vedrete consapevolezza, fiducia in se stesse e sì, bellezza. Ma non quel tipo di bellezza preconfezionato a taglia unica che ci rifilano dall’infanzia, ma quello vero, che deriva da una vita vissuta pienamente.

Ricca di talento e sensibile, Vicki è una fotografa americana e autrice di progetti che intersecano lo spirito del tempo che stiamo vivendo. Con le donne di SILVER, Vicki ha iniziato il suo viaggio per curiosità e ha finito con una riserva di energia mentale che le ha permesso di imbarcarsi in lavori sempre più ambiziosi.

A parte l'estetica dei suoi scatti che non smetterei mai di guardare, del lavoro di Vicki apprezzo profondamente il fatto che mostra ciò che accade quando abbracciamo il nostro tempo e lo lasciamo trasparire attraverso di noi.

Ci racconti perché hai deciso di realizzare SILVER: A State of Mind?

Il progetto SILVER è partito nel 2007, l’anno in cui ho compiuto 60 anni. A quel punto, non avevo pensato molto all'invecchiamento, ma i 60 sono stati una pietra miliare, un promemoria del fatto che stessi invecchiando. Mi sono chiesta cosa pensassero le donne della mia stessa età riguardo a questo periodo della loro vita, specialmente quelle che avevano scelto di tenersi i capelli bianchi - uno dei principali “simboli” dell'invecchiamento negli Stati Uniti e in molte altre culture.

Volevo scoprire se stavano abbracciando il loro tempo, se lo percepivano come una sfida o se si sentivano cittadini di serie B. Avevo la sensazione che una domanda sul colore argenteo dei loro capelli avrebbe portato ad alcune rivelazioni intime ed è quello che è accaduto sia nelle interviste sia nei servizi fotografici.

Ho letto che hai ritratto 52 donne: come le hai reclutate?

Conoscevo personalmente tutte le donne di SILVER o erano amiche di amici: c’erano alcuni gradi di separazione, ma era "tutto in famiglia", per così dire. Ero entusiasta di avere donne provenienti da così tanti ceti sociali. Intervistare e fotografare queste 52 donne è stata un'esperienza illuminante. Attraverso le nostre conversazioni, ho scoperto che sono sicure di sé, vivono vite piene e interessanti. L’invecchiamento ha migliorato il loro lavoro e le relazioni con la famiglia e gli amici.

Cosa ricordi di questo viaggio fotografico? Eri soddisfatta delle immagini fin dall'inizio? Hai avuto bisogno di una messa a punto?

Già dai primi scatti, sapevo che sarebbe stato un progetto che mi avrebbe insegnato molto, perché le donne erano così felici e motivate a raccontare perché avessero deciso di tenersi i capelli del loro colore naturale. Ovviamente, queste conversazioni hanno portato a temi molto più profondi che a volte includevano l'essere chiamate "nonna", sentirsi alienate, rotture nei rapporti e via dicendo, ma in generale questo cambiamento ha portato fiducia in se stesse e forza. Molte avevano già trovato la loro “voce" e altre ci sono arrivate. In questo modo, le interviste (prima degli scatti) hanno veramente dato una direzione alla fotografia. Le protagoniste erano desiderose di farsi riprendere. Pochissime erano timide di fronte alla macchina fotografica. Fin dall'inizio, ero elettrizzata dal risultato. 

Le protagoniste di SILVER provengono da storie diverse, ma sembra che abbiano qualcosa in comune. Cosa pensi che sia?

La maggior parte, ovviamente, ha in comune i capelli bianchi, ma le loro storie su come hanno preso la decisione di non tingerli erano diverse. Non è una scelta facile per molte, perché i capelli bianchi sono visti con lo stigma dell'invecchiamento in una cultura che valorizza le donne più giovani ... anche se ho notato che queste cose hanno iniziato a cambiare negli ultimi anni. Tutte avevano in comune il desiderio di "essere viste" e di fare sentire la loro voce. E ci sono riuscite.

Se guardo questa raccolta di immagini, mi meraviglio della bellezza delle donne che hai fotografato. Queste donne sembrano così consapevoli, sicure di sé e mi chiedo: è questo che le fa apparire così belle?

Penso che la loro autostima abbia molto a che fare con il successo delle fotografie. Hanno dato molto durante i ritratti. Più si lasciano andare, le immagini sono impattanti. Le ho trovate tutte molto "vive" - soddisfatte della loro vita non priva di sfide e conflitti, ma anche questo fa parte dei giochi.

Quali lezioni inaspettate hai imparato grazie a questo viaggio fotografico con le donne?

Conoscere, intervistare e fotografare queste donne mi ha dato grandissima fiducia in me e nell’invecchiamento. Non ho ancora rinunciato alla tinta ... Sarò sempre una "rossa" come mia nonna e, anche se ci siamo fatte delle belle risate, non mi sono mai sentita giudicata. Sembra che tutte fossero della stessa idea: se questa è la tua scelta, allora va bene, fallo. 

A distanza di anni da questo progetto, sono orgogliosa di avere la mia età. I dubbi hanno lasciato spazio all'ispirazione. Penso che le fotografie e le storie di SILVER aiutano le donne a migliorare la sicurezza di sé in relazione alle paure che molte hanno nell’affrontare l’invecchiamento.

In che modo questa esperienza ha influenzato la tua filosofia sull'invecchiamento?

La mia filosofia sull'invecchiamento riguarda l'importanza di accettare noi stesse come siamo, indipendentemente dalla nostra età. L'esperienza di conoscere queste donne ha contribuito a definire cosa significa per me l’invecchiamento e tutte le possibilità che offre

Sento che faccio parte di una comunità vitale di donne piene di energia. L'esperienza di SILVER ha cancellato ogni paura che avevo di essere troppo vecchia per reinventarmi. La mia speranza è che questo lavoro ispiri le donne (e gli uomini) a condividere le loro esperienze sull'invecchiamento e determini una rivalutazione dello stigma e degli atteggiamenti negativi sull'invecchiamento delle donne e sui capelli bianchi che persistono da così tanto tempo nella nostra società.

Quando ho lanciato The Age Buster, uno degli ostacoli con cui ho dovuto fare i conti erano le immagini. Mancano dei riferimenti visivi positivi delle donne anziane. Sei d'accordo?

Negli ultimi anni ho notato un cambiamento nel modo in cui le donne anziane sono rappresentate nelle notizie, nella moda, nella famiglia, al lavoro. È cambiato in modo significativo da quando ho iniziato SILVER nel 2007. Questa opportunità adesso c’è, ma non esisteva nel 2007. È anche interessante notate come tante giovani donne stanno cercando modelli di ruolo e alcune li hanno trovate tra le donne di SILVER.

Quale potrebbe essere un modo alternativo per rappresentare le donne anziane nelle fotografie, nella pubblicità e nei media?

Penso che dobbiamo mostrare le donne anziane così come sono e quello che fanno. Leggo articoli e vedo immagini di tutti i tipi sui media di donne meravigliose, potenti e divertenti che invecchiano. Pubblico molte storie sulla pagina facebook di SILVER e non mancano mai nuove idee, a differenza del 2007.

Invecchiare porta molti vantaggi. In che modo l'invecchiamento influisce sulla tua arte come fotografa?

Passando attraverso il processo di creazione di SILVER, sono cresciuta come persona e ho acquisito più fiducia nella creazione della mia arte. All'inizio di SILVER, era un po’ intimidita, ma l’evoluzione è stata rapida. Fin dall’inizio, ho sentito dei legami forti con le donne che stavo fotografano. La collaborazione è stata molto divertente e molto stimolante.

Ho letto di HEAL!: c'è un comune denominatore tra questo progetto e Silver?

Senza gli anni di lavoro su SILVER non sono sicura che avrei potuto ideare e realizzare HEAL!, un progetto sui veterani con PTSD e sui loro cani. SILVER mi ha insegnato molto su come comunicare con la gente durante le interviste: ascoltare, lasciare che raccontino le loro storie. Ero il “mezzo” attraverso il quale scorrevano le loro storie. www.healveterans.com

Qual è il tuo prossimo progetto?

Dopo sette anni di lavoro su HEAL! che è ancora in corso, ho scelto di far fare a questo lavoro un ulteriore passo avanti. Attualmente, sto lavorando a un lungometraggio documentaristico sui veterani, le loro famiglie e i loro cani guida.

Se potessi condividere quello che hai imparato sull'invecchiamento con altre donne, cosa diresti?

Direi semplicemente: non arrendetevi mai, qualunque cosa vogliate fare. Non rinunciare a essere chi siete. Rimanete attive mentalmente e fisicamente. Alimentate la vostre curiosità. E non arrenderti mai e poi mai.