Sposta l’attenzione dalle debolezze ai punti di forza

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Vogliamo che le donne assumano un ruolo attivo nella definizione del loro futuro

Cecilia Dintino e Hannah Murray Starobin sono le co-fondatrici di Twisting the Plot, un programma che aiuta a immaginare nuove direzioni

A volte capita di trovare una risposta quando la domanda non è stata ancora formulata. Credo quindi di avere avuto il mio momento di serendipity quando Cecilia Dintino mi ha contattato attraverso queste pagine. La dottoressa Dintino è assistente professore di psicologia presso il Medical Center della Columbia University ed è un membro del corpo docente della New York University nell’ambito del programma di terapia drammatica.

Insieme a Hannah Murray Starobin, un’amica di lunga data e psicoterapeuta professionista, hanno creato Twisting the Plot (Modifica il Copione, ndr), un programma disegnato per aiutare le donne a immaginare una nuova direzione della vita dopo i cinquant’anni. Quella di Hannah è un’altra storia incredibile, infatti, è la figlia di Donald Murray, scrittore vincitore del Premio Pulitzer che ha raccontato i suoi ultimi vent’anni nella rubrica settimanale “Now and Then”, pubblicata da The Boston Globe. Hannah ha riscoperto i suoi scritti e li sta trasformando in un libro. Insieme a Cecilia, inoltre, stanno lavorando a un libro che descrive il loro metodo per guidare le donne nel dare una nuova direzione alla propria vita.

Con Cecilia e Hannah abbiamo avuto uno scambio di idee molto stimolante. Il risultato è una lunga intervista, ma spero che troverai un sacco di spunti per sviluppare nuove prospettive.

Com’è iniziato il vostro viaggio con Twisting the Plot?

Avevamo superato i cinquant’anni e abbiamo iniziato a notare alcune cose preoccupanti. Tanto per cominciare, ci sentivamo invisibili e irrilevanti ed era una strana sensazione renderci conto che, agli occhi delle altre persone, ci perdevamo in un vago “rumore” di sottofondo. Questa sensazione era combinata con un’immagine oscura di ciò che ci sarebbe accaduto successivamente. Inoltre, stavamo sperimentando tutta una serie di sintomi della menopausa, dal disagio corporeo ai cambiamenti dell’umore che hanno accentuato ulteriormente il nostro senso di angoscia.

Il futuro sembrava fatto solo di fonti di preoccupazione. I familiari e gli amici si ammalavano o morivano. Altri amici si sono trovati a fare i conti con un inaspettato divorzio. Abbiamo iniziato a notare delle situazioni analoghe nella vita dei nostri clienti. Nell'aprile del 2016, The New York Times ha pubblicato un articolo che evidenziava come che i tassi di suicidio per le donne over 45 anni erano cresciuti del 63% dal 1999. Ci siamo incontrate con un gruppo di amiche over 50 per discutere di vita e situazioni e tutte hanno espresso le nostre stesse preoccupazioni: "Quali prospettive ho?”, “Chi sono adesso?”, “Non mi sento bene”, “Non so come lasciare andare il passato per andare avanti”, “Non ho più nulla da aspettarmi”.

Perché avete deciso di focalizzare la vostra attenzione in particolare sulle over 50?

Perché quello con cui dobbiamo fare i conti è una campagna anti-invecchiamento. All'inizio, molti dei nostri incontri si concentravano sui nostri corpi, il botox, il fitness, la dieta e come mantenerci giovani. C'era anche un atteggiamento difensivo, di rabbia e, naturalmente, vergogna. L’abbiamo dichiarata una crisi di salute mentale. Le donne hanno aggiunto altri quarant’anni alla loro aspettativa di vita e li riempiono di paura e risentimento. Le donne più anziane, in particolare, sono emarginate e guardate con benigna indifferenza, se non con aperto disdegno, come un po’ pazze e fuori di testa.

Abbiamo parlato a lungo di questo territorio dopo i cinquant’anni, senza mappe e indicazioni: le linee guida culturali e i rituali sociali smettono di esistere dopo quest’età. L'unica destinazione è la morte, a meno che non si consideri un rituale a una vita assistita. Era una prospettiva cupa.

A un certo punto, Cecilia era così arrabbiata che considerava sua missione diffondere la notizia degli orrori che affliggono le donne di una certa età, quando improvvisamente Hannah ha avuto un’intuizione. “Forse, questa è una buona cosa”, ha detto. “Forse, “nessuna mappa” è un’opportunità per inventarla”. Dopo questa conversazione, la nostra missione è completamente cambiata e vediamo i percorsi aperti come una serie di occasioni e possibilità.

Che cosa avete imparato da quando avete iniziato a mappare il territorio inesplorato della maturità?

Dal momento che il passaggio dai cinquanta ai cent’anni (un’età che molte donne potranno raggiungere) è ampio e inesplorato, lo vediamo come un'impresa creativa, un viaggio artistico, un modo per individuare e condividere gli strumenti per navigare questo periodo della nostra vita. Abbiamo esaminato la ricerca sul cambiamento e lo sviluppo e l’abbiamo combinata con alcuni esercizi creativi.

Cecilia è una drammaturga e psicologa e Hannah ha una lunga carriera nel teatro professionale, quindi usiamo storie, ruoli e tecniche di improvvisazione durante le nostre sessioni. La cosa interessante è che mentre abbiamo cominciato a lavorare con le donne e sviluppare i nostri metodi di Twisting, il mondo delle donne over 50 ha iniziato ad aprirsi. Sembra che ci sia un cambiamento culturale. È tutto decisamente eccitante.

Quanto è importante prepararci per questa fase nella nostra vita?

Essere preparate è la chiave per aprire delle opportunità. Vogliamo che le donne assumano un ruolo attivo nella loro evoluzione. L’atteggiamento passivo, che si accompagna a quell’invisibilità di cui parlavamo all’inizio, non funziona. La cultura dominante è forte, fa sentire il proprio corpo come sbagliato e porta a giocare in difesa. E’ per questo che dobbiamo prendere il timone, creare nuovi ruoli e identità, sostenerci l'un l'altra ed essere le creatrici dei nostri destini.

Servono abilità, coraggio e tanto supporto. Ci vuole anche immaginazione e questo è il motivo per cui crediamo che le donne abbiano bisogno di incoraggiamento e di un piccolo corso di aggiornamento.

Siamo abituate a pensare che la psicologia ci aiuti a chiarire le cose dal nostro passato. Quale contributo può invece dare quando guardiamo al nostro futuro?

Questa è una domanda perfetta!! Hai ragione, la psicologia e la psicoterapia per lo più hanno una tradizione di chiarire il passato, riflettendo sempre su quanto è accaduto. Tutto è ricollegato ai genitori e ai traumi. Ma ci sono alcune novità in questo orientamento e alcuni campi sono più focalizzati sul futuro.

A ben guardare, infatti, la nostra motivazione e il contributo che apportiamo al mondo provengono dall’immaginazione e dal pensiero incentrato sul futuro. Per progredire nella nostra vita, abbiamo bisogno di avere un'idea di dove stiamo andando e di chi stiamo diventando. Per le donne oltre i 50 anni questo richiede un po’ di immaginazione, capacità di visione e disponibilità ad assumere dei rischi. Detto questo, il nostro è di fatto un seminario sul passato. Pensiamo che tutte le nostre storie contengano piccoli tesori, una forza narrativa ed eventi inaspettati che ci aiutano a inquadrare meglio la nostra vita e a immaginare il futuro.

Siete d'accordo sul fatto che siamo miopi nel modo in cui guardiamo all'invecchiamento? Abbiamo sezionato ogni aspetto e stadio dello sviluppo del bambino e poi consideriamo l'età adulta come un macro-cosmo indifferenziato...

E’ vero: indifferenziato e non diversificato. I manuali di psicologia dipingono le fasi successive della vita come un ruolo da nonna a taglia unica. Dipingono un’immagine della donna la cui salute cognitiva e fisica è in declino. Descrivono un periodo di attesa e discutono su quando si dovrebbe andare in pensione, lasciare andare, gestire la malattia e scomparire.

Ci sono alcune teorie sulla generatività e sulla costruzione di un’eredità, ma i percorsi descritti sono pochi e limitati. La discriminazione nei confronti dell’età è fortissima! Gran parte di ciò che pensiamo e crediamo sull'età fa parte del nostro inconscio, vediamo la discriminazione nei confronti dell’età come un dato di fatto. Ci vorrà del tempo per riscrivere questo copione.

A proposito di copioni, quali sono le somiglianze e le differenze fra le donne che partecipano ai workshop di Twisting The Plot?

Abbiamo incontrato così tante donne con così tante storie diverse, ma possiamo dire che alla fine appartengono a tre macro-categorie. La prima è quella delle donne le cui trame della vita sono state distorte in modo imprevisto. Un sacco di donne che partecipano ai nostri seminari stanno attraversando divorzi non pianificati, lutti, la sindrome del nido vuoto, figli ormai adulti in difficoltà, malattie, depressione, diagnosi di cancro, perdita improvvisa del lavoro e difficoltà finanziarie. Tutti fatti che avvengono in maniera inaspettata che le lasciano con molte domande su chi sono e cosa dovrebbero nella loro vita. Non sanno come sentire i loro sentimenti e hanno paura di intraprendere i passi successivi.

Il secondo “gruppo” è composto da donne che non hanno mai incontrato avversità, ma si sentono irrequiete, inutilizzate e vorrebbero fare qualcos’altro, essere qualcun altro, ma non hanno idea da dove cominciare. Queste donne spesso sono preoccupate di fare cambiamenti che sconvolgeranno coloro che dipendono da loro o credono di non avere il diritto di desiderare di più.

Infine, ci sono le donne che hanno sempre modificato il copione della loro vita e vivono per la trasformazione e la reinvenzione, ma improvvisamente si trovano di fronte a una mancanza di immaginazione e di direzione.

Quali sono gli ostacoli che le donne devono affrontare quando vogliono immaginare e intraprendere nuovi inizi?

Il primo ostacolo è la discriminazione dell’età, è un pensiero insidioso che pone i blocchi più grandi. Lo puoi riconoscere da considerazioni autodistruttive come: “Ormai per me è troppo tardi” oppure “Ho perso il treno”. Poi, c’è l’ostacolo della rigidità mentale. Le donne ci dicono che non sono giocose o creative. È come se avessimo dimenticato come avere fantasia e immaginare nuove strade e nuove opportunità nel nostro futuro.

Le nostre convinzioni su noi stesse e sui nostri limiti sono un altro ostacolo. Siamo così fissate su quelli che consideriamo i nostri difetti che non riusciamo a vedere i nostri punti di forza. Al conto, naturalmente, vanno aggiunti gli ostacoli nella nostra cultura. Dobbiamo essere coraggiose per immaginare nuovi ruoli e definizioni, dobbiamo essere in grado di resistere alla pressione sociale contraria e ai tentativi di diminuire la nostra presenza. Ecco perché, per superare tutti questi ostacoli, dobbiamo sostenerci a vicenda.

D'altra parte, quali risorse sanno sfoderare le donne che incontrate?

Le risorse sono incredibili. Le donne eccellono nell'innovazione, nella narrazione, nell'adattarsi, nell'ascoltare e nell'intuire. Le donne nei nostri workshop ci stupiscono con la loro saggezza, la loro capacità di sostenersi a vicenda e la loro inesauribile fonte di umorismo, grazia e intelligenza. Inoltre, sono in grado di gestire le difficoltà, il caos e la leadership. Dopo un seminario, abbiamo pensato che forse dovremmo dare vita un esercito di donne over 50 per portare veri cambiamenti nel mondo.

Quali strategie, attività e approcci si sono dimostrati particolarmente efficaci nel cambiare il copione?

Abbiamo sviluppato nove passaggi / strategie, con alcuni piccoli cambiamenti di rotta lungo la strada. In particolare, aiutiamo le donne ad allargare la prospettiva di quello che pensano di se stesse e delle proprie convinzioni. Questo è importante per guadagnare spazio per evolvere e intraprendere nuovi passi, immaginare i nostri sé futuri. Un altro elemento importante è essere in grado di sentire i nostri sentimenti e tollerare l'incertezza nelle nostre vite. 

Quindi, invece di attivare la naturale risposta alla fuga, spieghiamo come funziona questo processo e come prosperare attraverso la trasformazione. Scoprire il proprio potenziale è un altro passo essenziale per rivedere la propria storia. È questa consapevolezza che, a sua volta, diventerà utile quando vogliamo identificare nuovi scopi, nuovi obiettivi e le azioni necessarie per trasformarli in realtà, in collaborazione con gli altri.

Quali sono i tre suggerimenti più preziosi che dareste alle donne che non hanno la possibilità di partecipare ai vostri  seminari?

Primo: cerca di sviluppare una mentalità di crescita, cioè allenati a sfidare i pensieri limitanti mettendo in discussione quello che pensi di te, cerca di diventare curiosa e aperta a nuove idee e possibilità. 

Secondo: riaccendi l’immaginazione ed esplora la possibilità di un sé futuro che ti emoziona. Decidi di rendere la tua persona e la tua vita un'opera d'arte, non preoccuparti di ciò che gli altri pensano sia possibile o no e non fare scelte su chi puoi essere, come vestirti o cosa puoi fare basandoti sul passato. Quella che abbiamo davanti è una nuova era per tutte noi. 

Terzo: gestisci il tuo tempo e il tuo futuro partendo dai tuoi punti di forza invece che dalle tue mancanze e dai tuoi insuccessi. Fai una valutazione tramite programmi come Clifton StrengthsFinder o VIA: indagine sulle caratteristiche del personaggio e lasciati guidare dai risultati.