Non puoi rimettere il genio nella lampada

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La discriminazione contro l'età si basa sulle stesse forze che rendono le cose più difficili per qualsiasi minoranza. Il pregiudizio mantiene lo status quo ed è un ostacolo per costruire insieme un mondo più equo

Ashton Applewhite, autrice e attivista. Il suo libro "This Chair Rocks: A Manifesto against Ageism" esce a marzo, negli Stati Uniti

Autrice e attivista, Ashton Applewhite è una dei principali portavoce del movimento globale contro l'ageismo. Il suo viaggio nel regno della discriminazione legata all'età è iniziato come una realizzazione personale oltre un decennio fa. 

Intorno ai cinquantacinque anni, infatti, ha iniziato un progetto sui lavoratori di oltre 80 anni e sulla longevità ed è rimasta colpita dalla discrepanza tra il modo di raffigurare l'invecchiamento e la realtà molto più sfumata e positiva con cui era entrata in contatto. Ha iniziato a scrivere un blog nel 2007 e nove anni dopo ha pubblicato "This Chair Rocks: A Manifesto against Ageism” . Il suo Ted Talk 2017 "Let's end ageism" ha totalizzato più di 1,4 milioni di visualizzazioni e adesso ha venduto i diritti del suo libro a Celadon Books, una nuova divisione di Macmillan che lo porterà sugli scaffali negli Stati Uniti il 5 marzo. 

Ashton non si stanca mai di sottolineare che è tempo di rendere l'ageismo inaccettabile come qualsiasi altra forma di pregiudizio, perché limita la nostra prospettiva - ciò che siamo, ciò che facciamo, ciò che pensiamo di noi stessi e degli altri - e la nostra capacità di collaborare attraverso le generazioni nell'affrontare le questioni più urgenti per il pianeta.

Che cosa hai imparato finora sull'ageismo?

L'ageismo è l'unica forma di discriminazione che affronteremo tutti e stiamo solo iniziando a prenderne coscienza. Ma quando sottolineo che l'età dovrebbe essere un criterio per la diversità, le persone sono immediatamente d'accordo. 

Nel mio discorso programmatico del 2016 all'Assemblea delle Nazioni Unite, ho spiegato che, a meno che non vediamo le persone anziane per quello che sono realmente e non per ciò che siamo condizionati a pensare, non saremo in grado di sfruttare i benefici della rivoluzione della longevità. 

Per queste ragioni è necessario affrontare esplicitamente l'ageismo in ogni situazione: assistenza sanitaria, forza lavoro, ambiente, oltre allo spazio fra le nostre orecchie. Pensa a come il movimento delle donne ha cambiato la vita delle donne in tutto il mondo. Abbiamo bisogno che un movimento di base faccia lo stesso per i diritti delle persone anziane e anche dei giovani. 

L’ageismo, infatti, impatta in entrambe le direzioni: è un giudizio su una persona o su un gruppo di persone sulla base di quanti anni pensiamo che abbiano.

Come sono cambiate le cose da quando hai iniziato a trattare questo argomento?

Fino a non molto tempo fa, l'invecchiamento era un argomento tabù nei media; nessuno voleva avvicinarsi. Adesso le cose cono cambiate. Molte persone sono interessate, come l'editore che ha deciso di pubblicare il mio libro. 

Emergono ambiziose campagne anti-ageismo, tra cui una campagna nazionale in Australia, denominata EveryAGE Counts e una dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, perché le attitudini sull'invecchiamento influiscono sulle funzioni fisiche e cognitive. Puoi trovare più informazioni su Old School, la nostra raccolta di risorse gratuite e “garantite” per aiutare le persone a conoscere l'ageismo e contribuire a smantellarlo.

Quale parallelismo puoi fare con i precedenti movimenti di liberazione nella storia?

Dovremmo evitare i principali errori del movimento delle donne che hanno ignorato le donne di colore. L'invecchiamento è un processo universale che interseca altre forme di pregiudizio, ecco perché il movimento contro l'ageismo deve abbracciare ogni forma di discriminazione, come la razza, il genere e l'orientamento sessuale. Proprio perché ha bisogno di essere più intersezionale, ci vorrà più tempo per farlo decollare, sarà più disordinato, ma dopo che avrà successo nulla sarà più come prima.

Cosa possiamo fare per risolvere questi problemi?

Osservare il nostro pregiudizio interiorizzato e renderci conto che siamo tutti ageisti. Il primo passo, infatti, è cambiare noi stessi. Dobbiamo promuovere l'accettazione dell'età invece della negazione dell'età, aumentare la consapevolezza dei pregiudizi dell'età che ci circondano e unirci per metterli in discussione. 

A livello strutturale, la discriminazione contro l'età si basa sulle stesse forze che rendono le cose più difficili per qualsiasi minoranza: il pregiudizio mantiene lo status quo e rende più difficile per i gruppi lavorare insieme per un mondo più equo. Abbiamo a che fare con un problema collettivo che richiede un'azione collettiva. 

Dobbiamo anche essere più informati. Quando ho iniziato, ero molto preoccupata di invecchiare. Più imparavo, meglio mi sentivo e più chiaramente comprendevo il potere delle persone che si univano per sfidare miti negativi e stereotipi che ci riempiono di un terrore inutile. Non dobbiamo accontentarci di come come stanno le cose e vedere queste forze di cambiamento intorno a noi ci rende più felici e più sani. Si chiama "liberazione cognitiva”.

Come sei cambiata durante questo percorso?

Ora vedo l'ageismo ovunque e lo chiamo per nome. Una volta che inizi a notare come la discriminazione nei confronti dell’età è radicata nella nostra società e nei media, ti rendi conto che hai subito il lavaggio del cervello. È come far uscire il genio dalla lampada: non puoi rimetterlo dentro e questa è una sensazione fantastica.