Invecchiamo sempre, dal momento in cui siamo nati

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Ci sono molte abilità che bisogna sviluppare per invecchiare. Guardare alla vita facendo attenzione al significato influenza le nostre scelte

Il Venerabile Ajahn Jayasaro, vive in un eremo ai piedi della catena di Khao Yai nel nord della Thailandia


Vivendo in Thailandia, ho avuto la possibilità di incontrare il Venerabile Ajahn Jayasaro, un discepolo del Venerabile Ajahn Chah, uno dei più noti monaci buddhisti thailandesi e maestro di meditazione. Confesso che, camminando verso l’appuntamento, ho avuto qualche ripensamento e mi sono chiesta se quello che avevo organizzato era una buona idea oppure no.

Parlare di invecchiamento con un monaco buddhista è situazione un po’ strana: hai la sensazione che qualsiasi domanda farai è troppo banale per un monaco di origini inglesi che ha passato quindici anni come eremita in una foresta. Così, devo ammettere che nel corso della nostra conversazione il Venerabile Ajahn Jayasaro mi ha sorpresa con punti di vista inattesi, a partire da un’idea fondamentale: “Invecchiamo sempre”.

Di solito, non ce ne rendiamo conto. Sì, tecnicamente parlando, l’invecchiamento comincia in momenti diversi per le diverse parti del corpo, ma se consideriamo il nostro processo di invecchiamento, tendiamo a pensare che sia qualcosa che comincia in un certo momento della nostra vita, generalmente quando iniziamo notare i “segni visibili”. 

Non accorgersi del flusso del cambiamento è un’opportunità persa. Come dice Ajahn Jayasaro: “Nei nostro chanting quotidiano, noi monaci buddhisti ci alleniamo a pensare all’invecchiamento da quando siamo giovani. Questo influisce sulle scelte che facciamo e sulla vita che conduciamo”

E’ possible che ignorare il lavorio inarrestabile del tempo contribuisca a quella sensazione di “territorio inesplorato” che proviamo quando contempliamo il nostro invecchiamento? “Nella vita, ci sono molte abilità che bisogna sviluppare per invecchiare e spesso è difficile per le persone di cinquanta e sessant’anni cominciare a guardare alla propria vita in modo significativo

Per rendere le cose ancora più complicate, tendiamo a collegare la felicità e la soddisfazione al nostro corpo. Ci sarà un senso di diminuzione quando questa sfera comincia a svanire e questo sentimento riduttivo, a sua volta, influenzerà la prospettiva negli anni a venire.

Scopro qualcosa di sorprendentemente rivitalizzante nell’idea che, mentre l'invecchiamento accompagna il nostro corpo come un processo continuo, possiamo parallelamente abbracciare la nostra crescita come esseri umani. O, per dirla con Ajahn Jayasaro: “Se concordiamo sul fatto che la vita è apprendimento, possiamo imparare fino all’ultimo secondo della nostra vita”

Una delle cose che mi vengono in mente riguardo all’invecchiamento e all’apprendimento è l’arte di lasciar andare le cose. Ma a quanto pare, stavo correndo troppo: “Devi sapere come essere paziente prima di lasciare andare le cose. Devi passare attraverso le esperienze della vita senza essere spazzato via”

Per rendere il suo messaggio ancora più chiaro, il venerabile Ajahn Jayasaro mi ha lasciata con un’analogia: “Lasciare andare è come prendersi cura di un albero. Sei consapevole della tua responsabilità, bagni il terreno, fertilizzi le radici, ma sai che non puoi costringere la pianta a crescere”.