Il potenziale non invecchia

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Con il passare del tempo, le donne che hanno raggiunto i vertici della società sono più disponibili nell’aiutare le donne più giovani che hanno una storia e ambizioni simili

Alison Wolf, economista britannica e Sir Roy Griffiths Professor di Management del Settore Pubblico al King’s College di Londra

Alison Wolf è un’economista britannica e Sir Roy Griffiths Professor di Management del Settore Pubblico al King’s College di Londra. Quando il suo saggio intitolato “Donne Alfa - Perché hanno più successo degli uomini, cosa le rende più forti, perché con loro finisce la solidarietà femminile” è arrivato in Italia, abbiamo avuto un’interessante conversazione. In una telefonata a novemila chilometri di distanza, abbiamo discusso l’avvento delle Donne Alfa e come questo evento, per fare un parallelo con gli studi di etologia, ha segnato per contrapposizione l’arrivo in un ruolo subordinato dell’Uomo Omega, una prima assoluta nella storia.

L’autrice ha sottolineato che quello che ha portato le donne ai vertici della società (leggi: economia e potere) non è stata la ricchezza ereditata, ma il puro potere del loro cervello. Entrare nelle scuole migliori e nelle università migliori, invece di scegliere il matrimonio come una forma di “carriera”, ha determinato l’inizio di una nuova stratificazione sociale.

Mi ha fatto molto piacere, dunque, sapere che abbia accettato il mio invito per applicare la sua lente al processo di invecchiamento delle Donne Alfa.

In generale, tutto quello che ha a che fare con la competenza e lo status degli uomini aumenta con l’età. Questo vale anche per le donne high achieving, quelle che raggiungono il massimi livelli nelle istituzioni e nelle aziende?

Il tempo rende questo tipo di donna più competente e rispettata. Non sono considerate una preda sessuale e sono prese più seriamente. Quasi automaticamente, dunque, smettono di preoccuparsi di come possono essere giudicate, anche se sanno che se hanno avuto molto successo quando avevano quarant’anni, sono valutate in base a criteri diversi e devono sempre apparire più smart. Alla fine, direi che anche se beneficiano di una percezione positiva, invecchiare è ancora più difficile per le donne di grande successo rispetto agli uomini di grande successo.

Nel tuo libro, hai notato che le Donne Alfa investono nella loro salute e nella loro bellezza e dunque invecchiano meglio. Considerato che hanno così successo e sono così consapevoli, hai la sensazione che comincino a staccarsi dalle aspettative della società e del marketing e che inizino a disegnare un loro percorso nell’invecchiamento allo stesso modo in cui hanno preso le distanze dalle norme sul matrimonio e sui lavori destinati alle donne?

Le donne che hanno 65 anni non cercano di sembrare come se ne avessero 25, ovviamente, ma possiamo dire che investono per essere belle. Si preoccupano meno di quando erano ventenni impegnate a costruire il proprio futuro, ma sappiamo che devono gestire il loro look: l’invecchiamento continua a essere un ostacolo. Questo non significa che per gli uomini sia diverso, ma semplicemente che le aspettative per le donne sono più alte e le cose non sono diverse per le donne di grande successo.

Parlando del loro invecchiamento, come immagini le necessità di donne più ricche, sane e consapevoli per il futuro?

Siamo disegnati per cogliere la bellezza e non vedo cambiamenti. Socialmente, il legame fra gioventù e bellezza è solidamente al suo posto. 

Hai scritto che fra le donne di grande successo c’è molta più uguaglianza rispetto agli uomini piuttosto che rispetto alle altre donne. Percepisci dei cambiamenti in questa dinamica con l’invecchiamento? Le donne si riavvicinano alle altre donne oppure hanno un ruolo più attivo nel fare da mentore?

Le donne sono un gruppo eterogeneo. Dalle mie ricerche, l’avvento di donne di grande successo ha segnato una crescente distanza fra quelle che sono riuscite a migliorare la loro condizione e quelle meno fortunate. In un certo modo, questo segna la fine di una sorellanza le cui radici si perdono nella notte dei tempi.

E’ possibile che, invecchiando, le donne di grande successo tendano a pensare di più alle altre donne e a uscire dalla propria cerchia, ma non ne ho prove. Riconosco, però, che con il passare del tempo c’è più disponibilità nell’aiutare le donne più giovani che hanno una storia e ambizioni simili. In pratica, c’è una sorta di collegamento generazionale. 

Lo studio è la chiave per diventare una Donna Alfa. Che impatto ha questo sull’invecchiamento?

C’è del potenziale nei 50 e 60 anni, perché le donne che hanno studiato molto hanno più ambizioni. Hanno immagazzinato energia e, almeno nel mondo occidentale, le donne si sentono molto creative in questa fase dell’esistenza. Non sono condizionate negativamente dal proprio look.

Come abbiano detto, cercano di apparire al meglio possibile e investono per farlo, ma allo stesso tempo sono responsabili del benessere del proprio cervello. Potrei dire che questo si applica anche alle donne che non hanno avuto la possibilità di studiare da giovani, basta considerare la partecipazione all’Università della Terza Età che fornisce corsi in diverse discipline. 

Hai altre idee che vorresti condividere sul tema delle donne e dell’invecchiamento?

Tendiamo a pensare all’aspetto di una persona, ma mi chiedo se gli stessi parametri si applichino anche alla voce. L’età impatta sulla voce e ho la sensazione che una voce più rauca sia percepita come meno competente. Sarebbe interessante scoprire di più in proposito. 


Con chi mi suggeriresti di parlare di invecchiamento?

Lynda Gratton, è co-autrice di “The 100-Year Life - Living and Working in an Age of Longevity.”

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