5 ragioni per cui Susan aveva ragione

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Dobbiamo reclamare il diritto di invecchiare in modo consapevole e liberarci da aspettative irrealistiche sul nostro aspetto

Susan Sontag, autrice, filosofa e attivista

Photo:@Lynn_Gilbert

Susan Sontag, scrittrice, filosofa, attivista americana, nonché una delle voci più consapevoli del secolo scorso, ha scritto che per l’invecchiamento abbiamo un solo copione: l’imperativo dell’eterna giovinezza. Nel suo saggio “Is there a double standard for aging?” (C’è un doppio standard per l’invecchiamento?) ci ha messo in guardia da un elemento fondamentale e cioè che si tratta di molto di più di un diktat estetico. Di seguito, dunque, cinque idee su cui riflettere. 

1. Invecchiare è più difficile per le donne che per gli uomini

“C’è un doppio standard sull’età e le donne sono valutate con speciale severità”.

Mentre gli uomini possono invecchiare senza “penalità”, la stessa cosa non si applica alle donne a cui viene costantemente ricordata l’importanza del loro “capitale della giovinezza”. Le donne crescono sviluppando un sistema di valutazione molto sensibile per le reazioni di altre persone a loro stesse. Sanno cogliere i segnali più sottili (o la loro assenza) e usarli per tirare una serie di considerazioni su quello che possono o non possono fare. 

2. Il viso catalizza tutta l’attenzione

“Le donne non hanno semplicemente un volto, sono il loro volto”

Il viso di un uomo è una parte del suo corpo a cui è “permesso” di registrare gli eventi della vita. Le cose vanno in modo diametralmente opposto per le donne: dalla più giovane età, infatti, sono socialmente condizionate a modificarlo, cercando di mostrare o nascondere quello che vogliono che le altre persone vedano oppure no. Sontag ha evidenziato che il viso di una donna mostra il modo in cui si aspetta di essere trattata dalle altre persone. I segni della maturità, infatti, hanno una connotazione opposta a seconda che appaiano sul volto di un uomo o di una donna.

3. Il lavoro di una donna è raramente una forma di realizzazione

“La competenza nella maggior parte della attività di pertinenza maschile aumenta con gli anni”

Negli ultimi 46 anni da quanto Sontag ha scritto questo commento, le cose sono cambiate. Ma se alcune donne hanno raggiunto alcune fra le più alte posizioni nel loro settore, sono ancora un’eccezione, non la norma. Perché la maggior parte, infatti, ha un lavoro e non una carriera e la ragione per cui si trovano dietro a quelle scrivanie ha più a che fare con il loro senso di perfezionismo e con l’essere “carine” che con la voglia di mettere in discussione lo status quo. Il focus sull’aspetto, alla fine, è un’arma a doppio taglio, perché impedisce alle donne si stabilire obiettivi ambiziosi prima e le depriva dei vantaggi di averli raggiunti dopo. 

4. Invecchiare è un processo di graduale squalificazione sessuale

“La repulsione nei confronti dell’invecchiamento delle donne è l’avanguardia di un sistema di strutture oppressive” 

Nel mercato delle relazioni, gli uomini non vanno mai veramente fuori moda, ma per le donne ci vuole poco tempo perché smettano di essere considerate sessualmente appetibili. Gli uomini sono conviti del loro valore intrinseco e per questo - per usare le parole di Sontag - “la fanno franca”. Le donne, invece, si mettono in discussione. E’ particolarmente incoraggiante, dunque, vedere delle coppie in cui la donna è più vecchia del suo partner. E’ un chiaro segno del fatto che la “data di scadenza” per le donne può essere contestata e, finalmente, comincia a esserlo. 

5. Bisogna reclamare il diritto a invecchiare

“Lo standard di bellezza per una donna di qualsiasi età è come riesce a simulare l’aspetto della giovinezza”

Gestire i segni dell’età è un sentiero in un percorso personale. Continuiamo a credere che “l’unico modo socialmente accettabile per invecchiare è dimostrare che se non siamo invecchiate per nulla”. Grazie alle loro risorse economiche e alla professione sotto i riflettori, alcune donne riescono a superare in astuzia la natura, ma allo stesso contribuiscono ad alimentare l’idea corrente che bellezza corrisponda a giovinezza e, a questo modo, caricano un peso sulle spalle delle altre donne che non si possono permettere gli stessi trattamenti. Dovremmo reclamare il diritto di invecchiare consapevolmente e liberarci da aspettative irrealistiche sul nostro aspetto.